Luca Rinaldi

Post da una demopazzia

Grazie a tutti i lettori!

Non sono un tipo afferrato in tema di ringraziamenti. Ergo, sarò breve e poco esaudiente. Volevo ringraziare tutti i lettori del mio blog 'post da una demopazzia' che in questo anno pieno hanno deciso di inserire i miei articoli tra la propria razione di informazione quotidiana.

Non tanto per me stesso (in quanto ho sempre seguito quel principio seguito dal grande Enzo Biagi, ovvero che 'la protagonista è la notizia e non giornalista'), ma per il dibattito che poi si è creato nel tempo attorno ai temi dell'attualità, soprattutto quella italiana.

Ringrazio tutti coloro che hanno condiviso e commentato i miei articoli e le mie inchieste, anche negativamente, l'importante è ricominciare a dibattere e pensare, due azioni che, ahinoi, stanno cadendo nel dimenticatoio dell'agire quotidiano.

Grazie di nuovo a tutti i lettori, giovani e meno giovani, affezionati e non. Grazie a tutti coloro che vedono nel giornalismo e nella blogosfera (fatti i dovuti discernimenti del caso) un presidio per una democrazia profondamente malata che non deve essere lasciata in mano ad un governo, ma dev'essere partecipata dal cittadino, altrimenti sarebbe una dittatura.

Ringrazio inoltre tutti coloro che si sono resi disponibili per la realizzazione di interviste all'interno del blog.

Ci siamo trovati col caso Englaro, per poi discutere sui famosi sondaggi citati dal premier, abbiamo discusso sul terremoto e di coloro rimasti senza le famose casette. Abbiamo visto da vicino le nuove leggi del governo, scongiurando la deriva repressiva del ddl Alfano e abbiamo scritto sulla parità dei cittadini davanti alla legge.

Poi sono arrivati gli anniversari della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ricostruendo le ore di quegli attentati e riconsiderando le loro indagini a 17 anni di distanza con tutte le loro zone d'ombra che vanno dalla sparizione dell'agenda Rossa di Paolo alla sentenza di condanna per mafia a Marcello Dell'Utri.

Ci siamo occupati di laicità dello Stato, principio che il nostro Paese ancora non conosce e demonizza.

Dimentichiamo tanti altri argomenti, ma non possiamo citarli tutti, ci vorrebbe un libro forse. Spero che la vostra fiducia nel mio modo di fare informazione sia rinnovata anche nell'anno che verrà.

Di nuovo grazie di cuore a tutti!


Luca Rinaldi



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Quel libro di De Luca che tanto somiglia ad un’altra storia

Pubblicato da Giornalettismo.com




E’ curioso come le cose, spesso involontariamente, si somiglino. Prendiamo due romanzi per esempio: il primo è “Il peso della Farfalla” di Erri De Luca, strenna natalizia di quest’anno edita da Feltrinelli. L’altro è “La Forza della Natura” di Luisa Mandrino, 222 pagine, pubblicato da Cda & Vivalda Editori nel 2002.

Il libro della Mandrino è il romanzo sulla vita di Franco Miotto, cacciatore, poi divenuto alpinista, tra le montagne bellunesi, dopo aver ucciso, nel corso di una battuta di caccia, portata avanti SOLO per sfamare i propri cari, il più bel camoscio che avesse mai visto. Luisa Mandrino scrive quel libro dopo mesi di conversazione e confidenze con il protagonista, che tra l’altro troveranno posto anche all’interno di un documentario Geo&Geo trasmesso più volte dalla RAI. Erri De Luca parte da quell’episodio, definendo quel ‘più bel camoscio’, il ‘re dei camosci’ e ci costruisce la strenna per Feltrinelli. In vero fu re anche per la Mandrino che scrive: “è un maschio di dieci anni ed è evidentemente il più forte, il più vecchio, il re della zona e ti chiedi, col cuore in gola, se ne hai mai visto uno più bello”. Ispirazione senza menzione, per De Luca? Forse e nemmeno senza ringraziamento per chi, prima di lui, consegna nelle mani della gente ed imprime su carta lo stesso fulcro della storia, la stessa emozione.
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Inciuci e servizi segreti. Il segreto di Stato tra Mr. B e baffetto D'Alema

E' il 5 luglio del 2006 quando la Digos sequestra l'archivio riservato del Sismi nell'ufficio di via Nazionale 230 a Roma, gestito dall'analista Pio Pompa, uomo di fiducia dell'allora direttore del Niccolò Pollari. L'archvio conteneva varie schedature e vere e proprie azioni di spionaggio nei confronti di giornalisti, magistrati e politici di opposizione, ovvero invisi al governo Berlusconi.

Operazioni che i servizi segreti svolgono da sempre, ma Pollari e Pompa sono andati oltre, così oggi si trovano inquisiti davanti alla Procura di Perugia con due gravi reati contestati dal pm Sergio Sottani: peculato per aver distratto "somme di denaro, risorse umane e materiale" per fini diversi da quelli istituzionalmente riconosciuti ai servizi, come per esempio la redazione di "analisi sulle presunte opinione politiche, sui contatti e sulle iniziative di magistrati, funzionari dello Stato, associazioni di magistrati, anche europei, giornalisti e parlamentari. In pratica hanno usato denaro dei contribuenti per sondare il terreno tra una lista di uomini 'scomodi' al governo Berlusconi dell'epoca. Il secondo reato contestato dal pm umbro è quello di indebita intrusione nella vita privata delle persone schedate.

Si apprende ieri dall'articolo di Marco Travaglio su 'Il fatto quotidiano' che i due imputati sono stati 'salvati' e potranno quindi rifiutarsi di rispondere ai magistrati: quell'archivio segreto raccolto senza nessuna finalità per i cittadini, ma creato al solo scopo di spiare gli uomini non 'omologati' al sistema governo, è da ritenersi "autorizzato dal Presidente del Consiglio dei Ministri". Insomma, schedare e spiare giornalisti, magistrati e politici di opposizione è indispensabile alle finalità istituzionali dei servizi segreti.

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Maroni: internet verso l'autoregolamentazione. Tutti presenti tranne internet

Il Ministro degli Interni esclude che si possa intervenire su internet con un ddl (è chiaro che la retromarcia sia avvenuta grazie all'intervento della comunità virtuale ed una parte della stampa) ma apre alla stesura di un codice di autoregolamentazione.


Maroni ha incontrato proprio tutti al Viminale: gestori della rete internet e reponsabili dei social network. Proprio tutti, tranne gli utilizzatori, ovvero internet. Un codice di autodisciplina dall'alto è da preistoria, un segnale che cozza con l'evoluzione partecipativa di internet. Tant'è che questo codice di autodisciplina non introdurrà filtri, ma amplia il rishcio di restituire un Web ridotto ad una piattaforma di distribuzione di contenuti 'omologati.
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Difesa Servizi Spa e Protezione Civile Spa: privatizzazioni forze armate e Protezione Civile in corso.

Legge finanziaria 2010. Articolo 2, comma 23 
è costituita la società per azioni denominata «Difesa Servizi Spa», con sede in Roma. Il capitale sociale della società di cui al presente comma è stabilito in 1 milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Ministro della difesa, che esercita i diritti dell'azionista. Le azioni della società sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore diterzi
Traducendo in Italiano, per uscire dal 'politichese' e dal 'burocratese' che contraddistingue il linguaggio legislativo, le forze armate diventeranno una Spa, una Società per Azioni, un'azienda privata le cui azioni saranno del Ministero della difesa.


Non è nè un golpe, nè uno scherzo, come si chiede Di Feo su L'espresso. Si sta procedendo alla privatizzazione completa di un ministero, che vedrà le sue spese diventare un'affare privato, dove il consiglio di amministrazione e i dirigenti saranno scelti dal ministro in carica senza il controllo del Parlamento, senza alcuna trasparenza. Così come non sarà possibile conoscere in modo trasparente le spese di quella Difesa Servizi Spa, la quale, attingerà comunque dalle tasche dei cittadini.
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Prosperini l'africano e le navi eritree.

Secondo alcuni riscontri e testimonianze l'assessore al turismo della Regione Lombardia Piergianni Prosperini, avrebbe intascato e reso favori, tangenti anche dal governo eritreo del sanguinario dittatore Afewerki. Il crociato intratteneva rapporti con i tanto vituperati neri africani, esortati nei suoi show televisivi, a quanto pare pagati dalla regione Lombardia (quindi dai cittadini), tramite il sistema intessuto con Lagostena Bassi, patron di Odeon, a prendere 'camel e barcheta e turnà al paìs). Forse aveva paura che qualcuno di questi gli rubasse il business!


Ecco l'articolo che ho scritto in proposito pubblicato da NewNotizie e The Populi


La stecca da 230mila euro pagata sul conto in Svizzera dell’assessore al turismo della Regione Lombardia, Piergianni Prosperini, da Raimondo Lagostena, patron di Odeon TV, in cambio di un appalto da 7,2 milioni in spot promozionali del turismo lombardo non è l’unico affaire dell’istrione ‘lumbard’.


Non solo interminabili spazi con le invettive contro zingari, neri, omosessuali e comunisti, ma anche affari, che andavano oltre quegli spot negoziati con Lagostena per farsi pagare dalla regione (quindi dai cittadini) le sue sparate televisive. Alla Procura della Repubblica di Milano il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ed il sostituto Paolo Storari hanno già individuato dell’altro. Una tangente del 5% sulla vendita di otto pescherecci dei cantieri navali Vittoria al governo eritreo.

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Per i più giovani e per gli anziani senza memoria: ve lo ricordate il vero Partito dell'Amore?



Si parla in questi giorni del Partito dell'Amore, il PDL, nuovo partito dell'amore, il partito dell'amore, contro il partito dell'odio, il partito di Gesù Cristo contro il partito di Satana. D'altronde lo diceva anche una giovanissima Ambra Angiolini a 'Non è La RAI' nel corso del brain-washing mediatico d'inizio '90 di Mediaset: "Il Padreterno tiene per Berlusconi, Forza Italia [...] mentre Stalin e Satana stanno con Occhetto).

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